La Nuova Renault Espace

Non più monovolume, ma crossover, per sottolineare il nuovo carattere più dinamico, la quinta generazione della Renault Espace
colpisce innanzitutto per la linea filante e per la ricercatezza (per
dare un tocco “premium” si sono avvalsi per la prima volta della
consulenza Mercedes-Benz, vista la collaborazione già in atto per Smart-Twingo e per i motori in generale).
All’interno sorprendono il posto guida di ispirazione aeronautica, con
il tunnel alto e avvolgente e la cloche del cambio automatico, ma
soprattutto la disposizione e dimensione del touchscreen, messo in
verticale, come un grande smartphone, soluzione vista da poco sulla
nuova Volvo XC90 (ma anche, su un altro livello, su Tesla e McLaren…),
con tanto di possibilità di suddividere come si vuole lo schermo,
nonché di utilizzarlo intuitivamente con comandi touch, anche per
sfogliare o zoomare con due dita.

1.6 dCi Twin Turbo 160 CV.

Quattro ruote sterzanti. Il vero trucco, una piccola rivoluzione secondo i tecnici Renault, come il carving per gli sci, sta nel 4Control,
le quattro ruote sterzanti, abbinate alle sospensioni regolabili. In
pratica, fino a 60 km/h le ruote dietro girano all’opposto di quelle
anteriori, per ridurre il diametro di sterzata (che, per la cronaca, è
di circa un metro inferiore alle versioni prive di questo optional, di
serie solo sulle Initial), mentre da 60 km/h in su girano nella stessa
direzione, consentendo di pennellare le traiettorie in modo sicuro e
preciso. Ma l’effetto più immediato, alla guida, è sul volante: la
rotazione richiesta è molto inferiore e ce ne si accorge soprattutto
nelle rotatorie, dove si entra e si esce con pochissimo movimento di
braccia.

Modalità di guida. Un tasto sulla plancia, vicino alla
manopola del sistema multimediale (che, in effetti, non è solo touch),
permette di entrare direttamente nel menu del Multi-Sense, dal quale si
seleziona la modalità più adatta al percorso, o se ne crea una
personalizzata, agendo singolarmente sui parametri come sterzo e
ammortizzatori. Tra l’altro, nella modalità Sport cambia anche la
sonorità, grazie all’effetto R-Sound che arriva tramite gli
altoparlanti, per dare la sensazione di guidare una sportiva vera e
“rauca”. Naturalmente, l’effetto si può eliminare dalle preferenze.

1.6 TCe 200 CV. Per il secondo giro, proviamo l’altro
millessei, quello a benzina da 200 cavalli. Il carattere non gli manca,
anche se la coppia non è quella del turbodiesel biturbo (260 Newtonmetri
invece di 380). Il doppia frizione, in questo caso, guadagna la
settima. La personalità dell’auto, comunque, resta simile, con cambiate
fluide e mai rabbiose. Per selezionare le marce in manuale, va
sottolineato che non ci sono i paddle al volante, ma che la leva è nella
giusta posizione: si scala spingendola in avanti e si sale di marcia
tirandola indietro.

Infine, un’occhiata al computer di bordo, per verificare i consumi dopo
il percorso misto, tra autostrada, statali e attraversamenti cittadini:
la 1.6 dCi segna 7,8 litri/100 km, mentre la 1.6 TCe arriva a 10,8.
Rispettivamente 12,8 e 9,3 km per litro.

Fonte: Quattroruote




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