La Nuova Classe B Elettrica

La Nuova Classe B Elettrica

Dopo il “tradimento” della Classe A, trasformata in perfetta anti-Golf di lusso, la

Classe B (che nella prima generazione derivava proprio dalla sorellina) si
ritrova da sola a rappresentare la monovolume ideale per la famiglia media,
secondo i dettami di Stoccarda. E lo fa con più convinzione che mai, arrivata
ora al restyling della seconda generazione. Forte di oltre un milione di
esemplari venduti, si accontenta di rinnovarsi con un facelift tutto sommato
leggero all’esterno, dove spiccano i nuovi paraurti, la calandra ridisegnata e
le luci diurne integrate, mentre all’interno si ritrova l’elegante plancia
dell’ultima versione, arricchita da un display un po’ più grande (ora è da 8”)
e, a richiesta, dal tasto per l’avviamento senza chiave. Sul fronte sicurezza,
invece, il dispositivo per la prevenzione dei tamponamenti (Collision
prevention assist) diventa ora “Plus” ed è in grado di frenare autonomamente
per evitare incidenti fino a 40 km/h, riuscendo comunque a ridurre l’impatto a
velocità superiori. Considerando che è di serie su tutta la gamma, si tratta di
un’ottima notizia.

La novità. In occasione del debutto, abbiamo
guidato la classica turbodiesel 220 CDI, che si conferma silenziosa e gradevole
a tutte le andature, e molto ben abbinata al cambio automatico a doppia
frizione a sette rapporti (con tanto di paddle al volante), concentrandoci poi
sulla vera novità per la Mercedes: il debutto in produzione di una vera
elettrica con la stella (dopo la tiratura limitata della vecchia Classe A e,
nel suo piccolo, del successo della Smart ED).

Su strada. Si tratta di un’elettrica “pura”,
con caratteristiche molto interessanti. Innanzitutto, le batterie a ioni di
litio, da 28 kWh, sono collocate sotto il pianale, in uno vano ribattezzato
“Energy space” (dove per un’altra versione ecologica, quella benzina-metano,
sono previste le bombole) e di conseguenza non sottraggono centimetri
nell’abitacolo. Ma poi sono la qualità di guida e le prestazioni a stupire. Con
i suoi 132 kW di potenza (pari a 180 CV) e 340 Newtonmetri, sembra di guidare
una normalissima automatica, molto vivace e scattante, soltanto un po’ più
silenziosa di quelle dotate di motore termico (sulle quali, in realtà, i pochi
decibel che filtrano sono in prevalenza di rotolamento, tali e quali).

Prestazioni. Con un’accelerazione zero-cento in
7,9 secondi e una velocità massima di 160 km/h, nonché riprese sempre
prontissime grazie alla coppia dell’elettrico, la guida non può che essere
brillante. Persino il peso delle batterie diventa inavvertibile, e ci si
stupisce davanti alla massa di 1.800 kg (circa 200 kg in più rispetto a una 220
CDI).

La
percorrenza. Per quanto
riguarda l’autonomia, il dato dichiarato è di 200 chilometri, più che
sufficienti anche per i pendolari più distanti dal posto di lavoro. Resta il
problema dei viaggi. Se un’altra elettrica “pura”, come la BMW i3, ha deciso di
dotarsi di un motore a benzina, di origine motociclistica, per ricaricare le
batterie quel tanto che basta a procedere quando sono scariche (sulla versione
Range Extender), alla Mercedes hanno preferito rinunciare del tutto ad altri
motori e accontentarsi del Range Plus, che assicura percorrenze estese del 15%
circa, cioè di 30 km supplementari. Dopodiché, in ogni caso, bisogna trovare
una presa di corrente e fermarsi per una ricarica: quella completa dura tre
ore. L’Electric Drive arriverà dall’anno prossimo e costerà circa 40.000 euro.

Fonte: Quattroruote




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